Mise, rinviato al prossimo anno il tavolo sulla Flex

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25.11.2021 – 20.52 – L’azienda non può soddisfare nessuna delle richieste sindacali, e il tavolo di crisi della Flex di Trieste si conclude con un sostanziale nulla di fatto. Se ne riparla l’anno prossimo. Convocato dal Mise in via telematica, durante l’incontro di oggi i sindacati volevano sciogliere il nodo del pnrr e ottenere garanzie sul piano occupazionale, incerto ormai dal 2019. Ad accogliere le istanze del coordinatore provinciale di USB, Sasha Colautti, un funzionario tecnico del ministero: stando a una nota della senatrice Tatjana Rojc anche la viceministra dello Siluppo economico Alessandra Todde avrebbe partecipato al tavolo, Colautti smentisce. “L’azienda ha fatto il suo compitino – esordisce il sindacalista – e dichiara che il perdurare della crisi dell’approvvigionamento dei semiconduttori è un elemento che sta caratterizzando una fase congiunturale molto complicata da gestire”. Un problema che riguarda le supply chain delle aziende di componentistica elettronica, in particolare l’automotive, e aggravato dall’emergenza sanitaria.

Ai lavoratori “non è garantita chiarezza sul fronte occupazionale – aggiunge Colautti – interrogata, l’azienda risponde di non essere in grado di prendere impegni”. Sasha Colautti ha illustrato, rivolgendosi al funzionario tecnico del Mise, le condizioni necessarie al rilancio promesso nella primavera del 2015 con l’acquisizione della sede triestina di Alcatel Lucent da parte della multinazionale nordamericana Flextronics. “Ho chiesto che l’azienda venga posizionata in un quadro di politiche industriali vere, sulle quali deve dare indicazioni il governo – spiega – Non è questione di semiconduttori, situazione che, è certo, l’ha messa in ulteriore difficoltà. Questa azienda era già debole su pianificazione industriale e commerciale”. Come confermato da Stefano D’Addona, del ministero dello Sviluppo economico, la Flex può essere considerata strategica per lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione del paese. “Lo ha dichiarato espressamente – insiste Colautti – questa azienda è in linea con quelle che sono le indicazioni del pnrr”. Rimane inaccettabile per la sigla un finanziamento di tipo pubblico in assenza di un chiaro impegno della Flex a garantire i posti di lavoro: “L’azienda non dice nulla di nuovo. Conta su quei due clienti ereditati da Alcatel, alla continua ricerca di una diversificazione del prodotto che non riesce mai” conclude il coordinatore di USB.

A chiedere lumi sull’impegno a sostenere le richieste dei sindacati Tatjana Rojc, che ha partecipato al tavolo e conferma la posizione ufficiale dell’azienda: “Al momento non può prendersi nessun impegno – attesta la senatrice – È chiaro che non potremo assistere a Trieste a esuberi, o peggio, nemmeno simili a quelli che si sono visti in Gkn o Whirlpool, quindi continueremo a seguire assai da vicino gli sviluppi”. Il capitale ingente della multinazionale “deve essere messo a frutto per dare garanzie al 25% di lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali – insiste Rojc – per non arrivare di nuovo all’emergenza. Importante che sia stato già convocato un altro tavolo per i primi mesi dell’anno” conclude.

La deputata Sabrina De Carlo, la consigliera comunale Alessandra Richetti e il consigliere regionale Andrea Ussai, in una nota congiunta, hanno ribadito “l’importanza di incentivare competitività e progettazione, puntando sopratutto sulla differenziazione rispetto ad altre realtà, con l’obiettivo centrale di salvaguardare i posti di lavoro delle 560 persone attualmente occupate”, una necessità emersa a seguito della visita all’azienda dello scorso settembre e il successivo incontro con le sigle sindacali. I pentastellati aggiungono: “Nei prossimi mesi sarà importante continuare a monitorare e intervenire sull’aumento dei prezzi delle materie prime, legato alle dinamiche geopolitiche, che non deve ripercuotersi sul futuro del settore e dei lavoratori. Nel concreto, dovrà essere salvaguardata l’operatività, assicurando alle imprese l’approvvigionamento di materie prime. Impegno che sappiamo essere già presente nell’agenda di Governo” concludono.

mb.r